NAZIONE:
Norvegia
LOCALITA': Ringebu
ANIMALE: Renna
RENNE IN NORVEGIA: LA GRANDE
FATICA
Ringebu, caccia alle renne
Siamo a Ringebu, a circa 300 km. a nord di Oslo. E’
una zona di montagne, fiumi e laghi, con grandi spazi
per la caccia e la pesca. Facciamo la conoscenza della
nostra guida, Einar. Cacceremo renne selvatiche,
l’ultimo branco delle originali renne scandinave, e
dovremo essere in buona forma, preparati a lunghe
marce e improvvise variazioni della temperatura.
Ci spostiamo in auto e raggiungiamo Sigbjorg e altri
due norvegesi, che si muovono già da sei giorni senza
risultati. Hanno deciso di spingersi a piedi fino alla
parte più alta della montagna, dove sono state
avvistate le renne.
Un lungo cammino
Sul
cammino incontriamo un grosso branco di mucche che,
forse spaventate dal cane si innervosiscono e avanzano
minacciose verso di noi, inducendoci a deviare dal
sentiero che seguivamo. Dopo aver camminato a passo
spedito per diverse ore, abbandoniamo il bosco, e
affrontiamo il terreno ripido della montagna. Giunti
sulla cima scorgiamo, a tre chilometri di distanza, il
branco delle renne. Un potente telescopio ci consente
di vederle bene. Il gruppo di divide, cercando di non
farsi fiutare dalle renne.
Telescopio
Attraverso il telescopio vediamo Sigbjorg, già molto
lontano da noi, che sta avvicinandosi alle renne.
Spostiamo l’obbiettivo sulle renne e sentiamo un colpo
di fucile. Sigbjorg ha sparato e le renne si mettono
immediatamente in fuga. Le vediamo sfilare davanti a
noi per un po’ seguiamo per la lunga colonna compatta
che cambia spesso di direzione. Poi abbiamo la
conferma che Sigbjorg ha fatto centro. Ha abbattuto la
prima renna della stagione, sparando da centocinquanta
metri su un piccolo animale staccato dal branco.
Il cuore di una renna
Finita la caccia raggiungiamo un capanno dove la carne
della renna viene tagliata e appesa. Più tardi i
cacciatori si divideranno i pezzi. Sigbjorg estrae le
mascelle dell’animale che dovrà consegnare alle
autorità: queste dalle mascelle rileveranno l’età
esatta della renna, verificando se il cacciatore ha
ottemperato al dettato della sua licenza di caccia.
Si prepara la cena, che avrà la carne della renna
abbattuta come piatto forte,
e intanto Sigbjorn ci
mostra le armi che usa per la caccia: le stesse per
gli alci, le renne e i cervi. Anche le munizioni sono
le stesse. C’è però una differenza da osservare. Un
cervo o una renna si abbattono subito o quasi, se
ferite mortalmente. L’alce, invece, è talmente forte
che, anche colpito al cuore, può continuare a scappare
per uno o due chilometri.
Lillihammer del 1994
Nel giorno di pausa, Einar mi accompagna a conoscere
il Sindaco, che mi mostra una fiaccola appesa alla
parete della saletta che proviene dai giochi olimpici
di Lillihammer del 1994. Ripartiamo per una zona
diversa di Ringebu, di nuovo lunghi percorsi a piedi
sulla montagna, non tutti i cacciatori amano
camminare. Due austriaci incontrati sul nostro
cammino, aspettano da diversi giorni di veder passare
le renne.
Ancore Ringebu
Abbiamo due nuovi compagni di avventura: uno di loro,
Alice, è un ufficiale dell’esercito norvegese, è anche
veterinaria, vive a Ringebu e conosce bene questa
parte della montagna. Proseguiamo l’escursione, ma
nessuna renna compare all’orizzonte. Puntiamo allora
su un capanno, nei pressi di un piccolo lago, a un’ora
di cammino, dove vedremo pescare i proprietari del
capanno, in attesa di riprendere la caccia, domattina.
Sarà una pesca fruttuosa, e assicurerà ai pescatori
pesce per tutto l’inverno, ma sarà anche l’ultima
della stagione perché fra non molto il lago gelerà.
Il branco intorno a noi
Al mattino, lasciato il capanno, torniamo a cercare le
renne e riusciamo ad avvistarle, ma sono molto
distanti. Alice e il compagno partono per avvicinarle,
ma non riescono nell’impresa.
Ci congediamo dai nostri compagni e prendiamo la via
del ritorno, ma non è finita.
Un branco di almeno
trecento renne ci passa davanti correndo a pochi metri
di distanza, circondandoci in un grande semicerchio.
Una scena magnifica, forse unica, ci conferma Einar,
che non ha mai visto l’eguale.


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